lunedì 25 giugno 2012

Un milione di spettatori alla parata gay sulla Quinta Avenue


Cyndi Lauper con la fascia da Grand Marshal della 43.ma Gay Parade




di Riccardo Chioni

Seguendo la striscia color lavander tracciata sull’asfalto, mezzo milione di persone hanno marciato ieri lungo Fifth Avenue da 36th Street fino al West Village dove è proseguita fino a tarda sera la 43esima giornata annuale in cui si celebra l’orgoglio gay.
L’anno scorso la parata era stata un inno al governatore Andrew Cuomo - in parata assieme alla sua compagna chef di Food Network, Sandra Lee - che qualche giorno prima aveva firmato la legge sui matrimoni gay e quest’anno è stato celebrato il primo anniversario.
La parata sfila al Flatiron Building
Come ogni anno, anche per l’edizione 2012 il sindaco Michael Bloomberg era in parata a fianco della presidente del consiglio comunale Christine Quinn che era assieme a Kim Catullo che ha sposato il mese scorso.
“Lo scorso anno ero in parata con la mia girlfriend, oggi sto marciando con la mia sposa, mio padre e il sindaco” ha detto Christine Quinn.
A marciare anche il capo della polizia Raymond Kelly, il senatore Chuck Schumer ed altri politici locali.
Quest’anno il sindaco ha voluto essere lui in primo piano lanciando un chiaro messaggio, peraltro gradito alla comunità Gblt.
Bloomberg nel giorno della Pride March a New York ha voluto dire a tutta l’America che “il governo dovrebbere stare fuori dalla vita personale” di ognuno ed ha proseguito dicendo “New York è un luogo dove ognuno può fare ciò che vuole”.
Dal 1970, da quando la parata è nata in sordina nel Village più in ricordo della rivolta gay di Stonewall Inn dell’anno precedente che come sfilata, si snoda lungo il centro di Manhattan portando un messaggio e il tema conduttore quest’anno è stato “Share the Love”.
Christine Quinn (sin) a fianco di Michael Bloomberg
Andrew Cuomo e la compagna Sandra Lee
La questione più pressante sollevata durante la parata gay 2012 è stata la richiesta ai legislatori degli altri stati che non hanno ancora approvato la legge che consente i matrimoni tra persone dello stesso sesso di accellerare i tempi.
La cantante Cyndi Lauper ha sfilato a bordo di un’auto scoperta con la fascia da Grand Marshal e in parata erano presenti numerose delegazioni nazionali e internazionali, dai reduci delle guerra che sostengono i movimenti gay, alle associazioni di mamme di figli omosessuali, ai centri di assistenza che assistono malati e disabili.
“È meraviglioso essere orgogliosi di come si è” sostiene il tenente dell’Aviazione Usa Josh Seefried, co-direttore di OutServe, un network che attivamente assiste il personale militare gay.
Secondo la polizia dietro le transenne, lungo il percorso della gay parade si sono assiepate oltre un milione di persone, una cifra record che pone l’evento newyorkese tra quelli più impressionanti che si svolgono nelle maggiori capitali del mondo.
Chris Frederick direttore di Heritage of Pride commenta così il tema “Share the Love” che guida la parata. “Intanto significa semplicemente che l’amore non conosce barriere. Abbiamo visto diventare i matrimoni gay una realtà nello stato di New York e vogliamo far sapere che l’amore può essere condiviso con gli amici, la famiglia e il o la partner, a prescindere da dove si vive nello stato. La nostra speranza - ha proseguito - è che la gente celebri uno dei più basilari e necessari: l’atto di amore”.
Contro il bullismo
Alan Reiff, co-chair di Heritage of Pride ha sottolineato “la parola amore può essere usata per molte cose. Ci sono ancora molte rilevanti questioni che devono essere risolte e vogliamo rendere noto che siamo intenzionati a vederle risolte” parlando di diritti e eguaglianza.
Numerosi i carri degli sponsor della parata, spettacolari le esibizioni delle “Sirens lesbian bikers” che solitamente aprono la parata al rombo delle due ruote.
Non manca l’entusiasmo della gente ai bordi della avenue, il tutto condito da musica trasmessa dai carri allegorici su cui si mettono in mostra maschere e ballerini a condire la gioia della giornata e a trascinare gli spettatori.
“Ci sono ancora un sacco di problemi da affrontare, come quello dei gay senzatetto e diritti federali per la comunità Lgbt” spiega Nathan Tabak, un giovane del Queens che aggiunge “certo, bisogna anche essere un po’ realistici e non c’è da aspettarsi molto da una Corte Suprema conservatrice come quella attuale”.
Per l’occasione l’Empire State Building ieri sera ha acceso il pannacchio della City con i colori dell’arcobaleno disposti sulle 4 facciate. Molti gli adolescenti che hanno partecipato quest’anno alla parata, dopo alcuni fatti di cronaca recente legati ad atti di bullismo nelle scuole e fuori che - purtroppo - hanno provocato anche suicidi da parte di alcune vittime del proprio essere gay.


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