lunedì 2 luglio 2012

Niente contratto e lavoro per 8.500 dipendenti della Con Edison mentre l'afa fa crescere il consumo di elettricità


Una squadra della Con Edison al lavoro a Brooklyn



di Riccardo Chioni

“Questa non è una questione riguardante il lavoro. È una tattica per liquidare il sindacato” ha sbottato John Melia, portavoce del Local 1-2 Utility Workers of America, dopo la rottura delle trattative sabato notte per il rinnovo del contratto di lavoro riguardante 8.500 dipendenti della società Con Edison.
Ieri sono entrate in atto le misure d’emergenza adottate dalla Con Edison per contenere problemi derivanti dall’assenza di 8.500 addetti ai reparti di manutenzione e riparazioni, in un momento in cui la Grande Mela è in cottura con temperature elevate - previste anche nei prossimi giorni - che producono un consumo maggiore di elettricità.
Prima ancora che il negoziato fosse bruscamente interrotto alle 2 di sabato notte, gli 8.500 dipendenti sindacalizzati avevano dovuto consegnare i rispettivi riconoscimenti, le chiavi dei veicoli da lavoro della Con Ed, le card magnetiche per l’apertura dei cancelli dei reparti e quant’altro in loro possesso, come se il rapporto di lavoro fosse giunto al termine.
In effetti, il rapporto di lavoro è legalmente decaduto a mezzanotte di sabato, nonostante il negoziato tra le parti sia proseguito inutilmente per due ore dopo la scadenza dei termini per il rinnovo.
La corsa all'acquisto del condizionatore
Anche dopo la proposta del sindacato di proseguire regolarmente il lavoro durante le prossime due settimane per consentire il prosieguo del negoziato, la Con Edison anche su questo punto aveva messo dei paletti e si era giunti al punto che i suoi negoziatori avevano letteralmente  invitato quelli del sindacato a lasciare la sala.
Uno dei rappresentanti sindacali è uscito “abbiamo fatto quanto era possibile per evitare questa situazione. Sappiamo che New York City è una fornace in questi giorni. Sappiamo che abbiamo delle responsabilità nei confronti della gente di New York City e della Westchester County, ma a questo punto non si tratta più d’una questione di lavoro, bensì di un attacco al sindacato”.
Le negoziazioni erano proseguite per una decina di giorni, ma era apparso subito che le questioni sul tavolo trovavano un baratro tra le posizioni del sindacato e quelle dell’azienda, in particolare sui temi caldi della pensione, assistanza malattie e salario.
Il portavoce della Con Ed, Michael Clendenin ha commentato descrivendo la reale situazione, “questa è una sfortunata decisione, mentre le parti sono ancora lontane da un accordo”.
e dei ventilatori
Pare che la goccia che ha fatto traboccare il vaso sia stata la richiesta dell’azienda di ottenere la garanzia che nelle prossime due settimane di lavoro senza contratto, mentre proseguono le trattative, il sindacato si impegni a non organizzare scioperi, senza preventivamente allertare una settimana prima la Con Edison.
Se il sindacato avesse accettato, l’azienda aveva fatto sapere che già da subito gli 8.500 operai avrebbero potuto presentarsi al lavoro regolarmente.
Intanto, la Con Edison che conta 3.2 milioni di utenti sparsi nei cinque quartieri della City e nella Westchester County, è corsa ai ripari disponendo l’impiego di 5.000 dipendenti amministrativi per la manutenzione della rete distributiva.
Inoltre, ha disposto la chiusura dei walk-in-center, ha sospeso la lettura dei contatori e dei lavori in cantieri di grandi progetti nell’area interessata.
Ieri, a Irving Place dove ha sede la società, c’erano le transenne per contenere una eventuale dimostrazione di protesta, ma la giornata è trascorsa nella calma e di manifestanti non c’è stata neppure l’ombra, mentre un centinaio di loro aveva trascorso in strada le ultime ore che hanno preceduto la rottura delle trattative.
Si è tuttavia andata a creare una situazione insostenibile, aggravata dalle condizioni metereologiche e dall’incognita di black-out a macchia di leopardo che potrebbero anche provocare condizioni di pericolo per gli abitanti, in particolare per coloro che hanno problemi respiratori e anziani soli residenti in edifici alti dove si verificherebbe il blocco degli ascensori.

Foto: (c) Ap/America Oggi

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