
di Riccardo Chioni
Il bubbone nepotismo scoppiato in questi giorni nel Palazzo di Trenton, nel dizionario italiano viene definito clientelismo politico: la pratica basata sullo scambio dei favori che viene attribuita al governatore del Garden State Chris Christie, attraverso assunzioni pilotate in seno all’agenzia bi-statale Port Authority.
Lo scandalo sull’assunzione di almeno una cinquantina di persone raccomandate all’agenzia Port Authority dal governatore repubblicano è scoppiato in seguito ad un’azione legale inoltrata da un’ex dirigente dell’agenzia licenziata - asserisce - per motivi politici.
La notizia ieri è rimbalzata solo sulle prime pagine dei media dello Stato Giardino. Ma non è detto che le “raccomandazioni” del governatore possano diventare argomento di interesse nazionale.
Christie della lotta alla corruzione aveva fatto il suo cavallo di battaglia in campagna elettorale e quando era procuratore federale aveva condotto una lunga crociata contro i politici corrotti.
La cinquantina di persone raccomandate nel giro degli ultimi due anni da Christie al Port Authority è, in un modo o in un altro, relazionata con l’amministrazione di Trenton o ha contribuito al sostegno del governatore. I loro incarichi al Port Authority costano in salario 4 milioni di dollari.
A far scoppiare lo scandalo è stata la richiesta di rendere pubbliche le informazioni, inoltrata assieme all’azione legale da Hannah Shostack, nominata alla dirigenza del Port Authority dall’allora governatore Jon Corzine, messa alla porta - si legge nella denuncia - per ragioni politiche.

L’azione legale inoltrata al tribunale federale di Newark per ingiustificato licenziamento era legata alla richiesta al Port Authority di rendere nota la lista delle raccomandazioni ricevute dall’amministrazione Christie che - si legge nel documento - avrebbe iniziato la pratica politica basata sullo scambio di favori quattro mesi dopo l’insediamento del governatore nel Palazzo di Trenton.
Ieri, il sito NorthJersey.com titolava “Dozens of Port Authority jobs go to Christie loyalists” e all’interno il docente Jameson Doig della Princeton University, studioso dell’agenzia bi-statale, alla domanda “sound like patronage?” ha risposto così.
“Sembra che l’amministrazione Christie si sia data da fare per ricompensare le persone che sono state utili al governatore e ai suoi più stretti collaboratori. Il clientelismo politico - ha aggiunto il docente - è diventato un serio problema”.
Per il governatore è sceso in campo il portavoce, Michael Drewniak il quale ha precisato che in seno all’agenzia i cambiamenti di personale “sono di ordinaria amministrazione e necessari”, quando il nuovo governatore assume l’incarico.
È noto infatti che una nuova amministrazione comporta un ricambio di persone che ricoprono posizioni chiave, strategicamente posizionate per sostenere pratiche e obiettivi indicati da Trenton.
Brigid Harrison, docente di Scienze Politiche presso la Montclair State University spiega che il cambio di guardia sullo scranno più alto del Palazzo è un’occasione appetibile per il clientelismo.

“Proprio Christie, che si è fatto strada come procuratore federale spedendo i politici corrotti dietro le sbarre - osserva la docente - e che continua la battaglia contro le autorità corrotte, dovrebbe agire con uno standard superiore. Perché questa pratica è stata tradizionalmente adoperata, non significa che debba essere perpetrata”.
Il fenomeno del clientelismo non è straniero in seno al Port Authority di New York e New Jersey, l’agenzia pachiderma che ogni anno macina miliardi di dollari per operare gli aeroporti metropolitani, i Path Train, i porti e gli attraversamenti del Hudson River.
I governatori dei due stati nominano 12 componenti del board in qualità di commissioner, oltre ai due dirigenti top, tuttavia non hanno alcun potere ufficiale per interferire sull’agenzia in materia di assunzioni del personale.
L’agenzia Port Authority notoriamente è conosciuta per i continui aumenti di tariffe e pedaggi, ma soprattutto per la pratica diffusa dell’ordine del silenzio sulle raccomandazioni dei governatori e molto altro ancora.
La trasparenza non è il piatto forte del Port Authority e il bubbone delle assunzioni pilotate emerge mentre gli occhi dell’opinione pubblica sono puntati sull’operato nebuloso.
Come si ricorderà, dopo gli ultimi aumenti dei pedaggi la scorsa estate, i dirigenti del Port Authority erano stati chiamati in causa dal gruppo a protezione dei consumatori-automobilisti AAA per ingiustificati aumenti.
E l’anno scorso, seppure con riluttanza, di fronte alla crisi economica che affligge i comuni mortali, il Port Authority aveva ammesso di avere elargito manciate di milioni di dollari sotto forma di bonus a dirigenti di lunga carriera.
Christie, dal canto suo, ha promesso cambiamenti in seno all’agenzia, ma dopo che la commissione d’indagine avviata da lui stesso e dal governatore di New York Andrew Cuomo avrà finalizzato l’esame delle spese passate, correnti e future dell’agenzia bi-statale.
Nelle foto: il governatore Chris Christie e la bandiera del Port Authority.



















