
di Riccardo Chioni
Si è conclusa con la sua voce che interpretava “I Will Always Love You” la straordinaria cerimonia funebre nella chiesa di Newark dove Whitney Houston da piccola aveva strabiliato la congregazione.
Battimani e braccia ondeggianti rivolte al cielo hanno accompagnato i cori gospel che risuonavano nella navata New Hope Baptist Church dove erano raccolti i più grandi nomi dell’intrattenimento per il funerale della “pop queen”, Whiteny Houston.
La cerimonia voluta dalla famiglia Houston nella città che era stata il trampolino della cantante, è proseguita per circa quattro ore in diretta televisiva trasmessa dalle major americane e anche da Cnn in mondovisione, con un eccezionale, lungo coverage che storia recente ricordi per altri personaggi famosi.
Tra i grandi nomi dello spettacolo che hanno partecipato al funerale anche il cantante Ray J. che si è sporto in chiesa per riuscire a toccare la bara, sconsolato, in lacrime. Ray J. aveva trascorso gli ultimi giorni di vita di Whitney Houston assieme a lei per motivi di lavoro cinematografico.

Tra gli invitati anche Jennifer Hudson, BeBe Winas, Alicia Keys, il patron della cantante da decenni Clive Davis e l’attore Kevin Costner che con Whitney Houston era stato co-interprete del clamoroso successo di botteghino “The Bodyguard”.
Oltre alla mamma della cantante Cissy Houston e alla figlia diciottenne Bobbi Kristina, erano seduti nelle prime file il rev. Jesse Jackson, il rev. Al Sharpton, Stevie Wonder, Oprah Winfrey e il regista Tyler Perry.
La queen of soul Aretha Franklin che avrebbe dovuto interpretare una canzone in memoria, all’ultimo momento è stata costretta a disdire la partecipazione perché afflitta da spasmi alle gambe.
Tutti venuti a Newark per rendere omaggio alla pop superstar nella chiesa che l’aveva vista emergere. Anche l’ex marito Bobby Brown è arrivato alla New Hope assieme agli invitati, ha sostato per un attimo davanti alla bara coperta di lillà bianchi, l’ha toccata e poi si è avviato all’uscita, indispettito dal fatto - hanno raccontato alcuni - che era stato accomodato alla larga dalla famiglia.
Clive Davis, il produttore che per decenni ha seguito passo dopo passo la carriera di Whitney Houston ha detto “aspetti di ascoltare una voce come la sua per tutta una vita”.

Erano in 1.500 sotto la volta della New Hope, fuori solo il silenzio ed un marciapiedi stracolmo di fiori e messaggi dedicati dai fan alla cantante scomparsa una settimana fa a Los Angeles.
Conoscenti di antica data di Whitney e ammiratori giunti a Newark per il funerale anche da altri stati, sono stati tenuti a dovuta distanza da un cordone di polizia riservato a statisti e teste coronate.
Per il mondo Whitney Houston era la pop queen dalla voce perfetta, la diva dalla bellezza regale, una superstar tribolata da alcol e droga. Un’altra vittima, insomma, del lato oscuro della fama.
Per parenti e amici era semplicemente “Nippy”, un soprannome che era rimasto appiccicato a Whitney Houston anche da adulta, adottato persino come nome per una delle sue società.
Tanti i brani interpretati, tante le voci celebri, tante le parole pronunciate a fianco anche di alcune battute di spiritose hanno riempito quattro ore di funzione funebre che ha voluto essere una celebrazione della vita di Whitney Houston.
Kevin Costner, visibilmente commosso, ha detto “era un dolce miracolo”, raccontando dei momenti di pausa durante le riprese e fuori campo del film “The Bodyguard” nel 1992.

“Se mi puoi sentire, non eri solo brava, eri grande, non eri solo carina, eri bellissima, come una vera donna può essere” ha detto Costner col singhiozzo.
Stevie Wonder ha interpretato un paio di brani cambiando il testo per dedicarlo a Whitney Houston che sul programma della cerimonia era raffigurata con lo sgurado al cielo, sotto il titolo “Celebrating the life of Whitney Elizabeth Houston, a child of God”, con altre foto da piccola assieme alla madre all’interno e il suo messaggio “Rest, my baby girl in peace”, firmato “mommie”.
La morte di Whitney Houston segna il capitolo finale di una superstar caduta dalle stelle alle stalle, che ha visto il successo all’età di 22 anni conquistando le hit parade anche negli anni a venire con dischi di platino.
Durante la sua strabiliante carriera ha venduto solo in America 50 milioni di dischi, 120 nel resto del mondo e ha vinto sei Grammy. La sua voce, una mistura ideale di potenza, grazia e bellezza, ha reso indimenticabili alcune delle sue canzoni di un vasto repertorio, come “Saving All My love For You”, “The Greatest Love of All” e “I’m Every Woman”.
Nonostante celebrità e successo mondiale, aveva cantato anche per più di un presidente, un turbolento matrimonio con Bobby Brown e la dipendenza da droghe, hanno tormentato la sua immagine di diva e di donna trasfigurata di fronte al mondo.
Il suo ultimo album realizzato nel 2009 dal titolo “I Look To You” era balzato in vetta alle classifiche, ma poco dopo era scivolato nel dimenticatoio, anche a causa delle cancellazioni per motivi di salute del tour dell’anno successivo.
Per molti di coloro che la conoscevano bene, Whitney Houston era pronta a ripresentarsi al suo pubblico acqua e sapone nel film “Sparkle” e stava anche lavorando su nuove canzoni, ma l’ha stroncata la morte di cui non si conoscono ancora le cause.
All’uscita dalla chiesa, mentre risuonavano le note del pezzo forte di Whitney Houston, la mamma Cissy è stata sorretta da due persone mentre la bara veniva trasportata verso il carro funebre diretto al cimitero di Westfield nel New Jersey dove Whitney riposerà accanto al padre John Houston.
Nelle foto (AP America Oggi): alcuni momenti del funerale di Whitney Houston a Newark e la gente dietro le transenne al passaggio del corteo funebre e l'ex marito Bobby Brown.