di Riccardo Chioni
A distanza di tre quarti di secolo dalla nascita nel villaggio di Sant’Elia a Pianisi nelle Marche, l’azienda Colavita ha inaugurato ieri a Edison nel New Jersey una nuova struttura alla presenza di un folto pubblico e autorità.
Il sindaco della città di Edison, Antonia Ricigliano ha consegnato alla famiglia Colavita una proclamation in cui viene dichiarato il 30 marzo “Colavita Extra Virgin Olive Oil Day”, prima del taglio del nastro inaugurale alla presenza del console generale Natalia Quintavalle e del console di Newark Andrea Barbaria.
La storia dell’azienda Colavita negli Stati Uniti ha inizio nel 1978, con una semplice stretta di mano tra Enrico Colavita e John Profaci: l’intento comune è di portare sulle tavole degli americani l’olio d’oliva extravergine ad un prezzo ragionevole.
Un’impresa da pionieri lanciata in un mercato in cui d’olio d’oliva forse s’era solo sentito parlare, ma nel corso degli anni, con il gusto della dieta mediterranea in bocca e il desiderio di mangiare sano diffusosi da costa a costa, ha visto l’olio d’oliva diventare re della tavola con il marchio Colavita reperibile in qualsiasi supercercato del pianeta America.
La chiave del successo negli Stati Uniti di Colavita è l’essersi creato la reputazione di azienda con prodotti di qualità, a cui si è aggiunta la pasta e una linea di aceto balsamico importati dall’Italia: tre categorie in cui Colavita non teme la sfida di nessun’altra società italiana.
Si sente ambasciatore dell’Italia sulle tavole americane? “Ci sentiamo ambasciatori, immodestamente, sicuramente portiamo in giro per il mondo quello che abbiamo da offrire e quel poco viene apprerzzato” ha spiegato il presidente Enrico Colavita.
Un’impresa di una famiglia italiana quindi in piena espansione sul mercato globale, ad affrontare le sfide che comporta la crisi economica ed una concorrenza spietata sul mercato a stelle e strisce.
“Se fatto bene e con le persone giuste, io credo che sia il modo migliore per continuare a tenere alta l’immagine del nostro paese. Io, personalmente - ha sottolineato Enrico Colavita - ho amici in tutto il mondo e in questo grande paese mi sento americano, vengo qui da trentaquattro anni”.
Per soddisfare il palato degli americani Colavita ha aggiunto alla gamma di prodotti alcune specialità come le salse per la pasta, il riso Arborio, verdure marinate e minestre pronte per l’uso.
Il 2012 segna anche il debutto della linea Colavita World Selection che comprende olii extra vergini d’oliva provenienti da Argentina, Australia, California, Grecia e dalla costa mediterranea.
In molti hanno tenuto sotto osservazione l’azienda Colavita, ne hanno roconosciuto l’abilità di promuovere specialità italiane sul mercato statunitense e hanno affidato all’azienda di famiglia l’esclusiva di importazione, distribuzione e promozione, tra queste figura Perugina-Baci, Cirio, bevande e acqua minerale San Benedetto, pasta artigianale Dal Raccolto e artigianale Fusco, oltre all’antica Tostatura Trisetina Wood-Roasted Italian Espresso.
“Abbiamo promosso i prodotti italiani per una vita, ma la cosa bella è che i giovani vogliono continuare a farlo. Questa è la cosa che ci fa ancora più piacere, le nostre famiglie sono splendide, non sappiamo cosa significa gelosia, i nostri competitors sono amici. Questa è la nostra filosofia”.
Oggi infatti Colavita Usa resta un business di famiglia. A John Profaci chairman emerito dell’azienda si sono aggiunti i suoi quattro figli dedicati alla crescita traghettando in tutti gli aspetti della società tradizione e qualità italiana sotto tutti gli aspetti.
Da un dcecennio a Hyde Park, nell’Upstate New York, è operante il Colavita Center for Italian Food and Wine presso il prestigioso Culinary Institute of America, fortemente voluto dalla famiglia per continuare a promuovere tradizioni e prodotti originali alle nuove generazioni.
La vicinanza di Edison all’aeroporto di Newark e al porto di Elizabeth ha facilitato la scelta di questa località nella East Coast, come trampolino per saltare dritti sulla West Coast, in California.
“Certo, vogliamo andare in California, vogliamo continuare a sviluppare la presenza, sempre in partnership con i nostri amici americani. Si parte dal New Jersey, ma il prossimo investimento - ha assicurato il presidente - avverrà in California”.
Meglio investire in Italia o all’estero di questi tempi? “Non fatemelo dire. Io - ha risposto Enrico Colavita - sto in Italia, però mi dispiace tanto che non si possa fare di più. Sicuramente dobbiamo investire anche all’estero”.
Nelle foto, dall'alto a sinistra Enrico Colavita e John Profaci, l'ingresso dello stabilimento, Antonia Ricigliano, Giovanni Colavita illustra un impianto al console generale Natalia Quintavalle.






