| Gli studenti in visita al salone Ferrari a Park Avenue |
di Riccardo Chioni
Una lezione fuori
dal comune per due scolaresche del Bronx e di Palisade Park nel New Jersey che
ieri hanno fatto visita al salone Ferrari a Park Avenue per toccare con mano la
tecnologia italiana su quattro ruote che tutti sognano di guidare.
A portare gli
studenti che seguono i corsi di italiano nelle scuole della circoscrizione
consolare della Tri-state-area è stato l’Italian American Committee on
Education che dopo la cucina e l’opera ha voluto presentare l’alta tecnologia
italiana agli studenti che stanno imparando la lingua di Dante.
“Quello che
stiamo facendo - ha spiegato il presidente dello Iace, Berardo Paradiso - è di
avvicinare gli studenti alla lingua sotto diverse forme. Ci siamo resi conto
che bisognava renderla cool”.
| Jonathan Roznowski e Robert Rizzo della Ferrari illustrano i modelli |
Anche se lo Iace
è passato sotto il taglione dei fondi dello Stato italiano, l’ente ha
re-inventato una strategia per rendere l’italiano appetibile.
“Con questo
programma portiamo i ragazzi all’opera, in cucina e all’atlta tecnologia per
rendere la lingua più attraente. Quest’anno - ha spiegato Paradiso - abbiamo
creato un legame con Eataly e con l’International Culinary Institute dove
abbiamo già portato mille studenti, all’opera ne abbiamo portato duemila e,
oggi con la Ferrari, facciamo questa prova pilota per portare al salone Ferrari
circa ottocento studenti quest’anno”.
Gli occhi di
tutti i ragazzi sono puntati su quel Cavallino Rampante su fondo giallo che è
sinonimo di corse, di gloriose vittorie, colpevole di avere fatto sognare
milioni di persone.
Sono a dir poco
elettrizzati dall’idea di poter assemblare un modello virtuale a loro
piacimento sciegliendo tra il pellame e gli accessori, per vedere sullo schermo
il loro prodotto finito sotto la guida di Francesca Xella, manager del salone.
Il presidente
dello Iace ha spiegato che si tratta di un progetto a lungo termine studiato con
ambasciata e consolato, inteso a seminare e avvicinare i giovani alla nostra
cultura.
| Gli studenti lavorano su un modello sotto la guida di Francesca Xella |
“Bisogna iniziare
presto per allevare i giovani e portarli a interessarsi alla nostra cultura,
alla lingua e anche ai prodotti del Made in Italy. Ed è quello che stiamo
facendo: stiamo seminando questo amore per l’Italia, per la cultura. E credo
che la tecnologia sia senz’altro uno dei settori molto importanti perché il 40
per cento delle nostre esportazioni è alta tecnologia” ha sottolineato Paradiso.
Mentre il Bronx è
arrivato con una delegazione di studenti della St. Raymond’s High School for
Boys, il New Jersey ha portato a Midtown anche alcune ragazze, non meno
interessate ai motori dei loro compagni.
“I ragazzi del
Bronx vengono da una scuola molto meritocratica - ha spiegato il presidente
dello Iace -, per arrivarci hanno superato già molti test. Abbiamo voluto
scegliere un gruppo di ragazzi che avessero già una infarinatura, mentre la
scelta nel New Jersey è stata più orientata etnicamente alla comunità italiana”.
Il programma Iace
si sta espandendo in maniera esponenziale e il presidente prevede che per il
prossimo anno saranno il doppio i ragazzi che potranno fruire dei corsi di
italiano.
| Il rosso Ferrari attira l'interesse degli studenti |
“Come risultato
abbiamo che la lingua italiana ha superato il francese nelle scuole, abbiamo un
sacco di iscrizioni e credo che con un minimo di investimento da parte nostra,
ma soprattutto con delle idee nuove, riusciremo ad avere molti più studenti
della concorrenza che cerca di imitarci nelle iniziative” ha osservato Paradiso.
Attualmente partecipano
ai corsi Iace - ente fondato 35 anni fa - circa 42 mila studenti e soltanto
negli ultimi anni i ragazzi sono quintuplicati.
Il dirigente
scolastico presso il Consolato Generale, Antonio Benetti è certo che le idee innovative
raccoglieranno successo.
“Lo scopo è di
realizzare degli eventi che possano far capire come possa essere importante la
lingua italiana non solo per l’aggancio culturale che ha, ma anche proprio per
l’utilità che può avere nel futuro di questi ragazzi”.
Benelli sui tagli
ai fondi destinati allo studio ha così commentato. “Diciamo che a fronte della
situazione italiana che tutti conoscono e quindi la difficoltà di mantenere gli
stessi livelli di finanziamento, l’attività nel mondo sostenuta con fondi del
governo italiano è diminuita del 50 per cento, però in funzione del fatto che
lo Iace sta finalmente sviluppando gli obiettivi strategici definiti dal
ministero degli Esteri in questo settore, realizzando un numero elevatissimo di
corsi all’interno delle scuole pubbliche, diciamo che nei tagli non è stato
penalizzato come altri enti”.
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