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| L'ingresso dell'edificio nella Upper East Side dove abitava l'omicida ucciso dalla polizia |
di Riccardo
Chioni
Mentre tutto
intorno all’Empire State Building dopo la drammatica sparatoria di venerdì
mattina con due morti e nove feriti, molti newyorkesi oggi rientrano al lavoro,
ma con un po’ di batticuore.
Altro discorso dicasi
invece per i turisti alla scoperta di un’attrazione che non era sulle guide: il
marciapiedi col morto di fronte all’ingresso dell’Empire, sbattuto sulle prime
pagine dei media in tutto il mondo.
Intanto, gli
investigatori del Nypd hanno rivelato alcuni aspetti della personalità dell’omicida,
Jeffrey Johnson disegnatore di magliette che per oltre due anni covatva la sua
vendetta nei confronti della vittima, suo ex collega di lavoro Steven Ercolino,
la cui famiglia invece di prepararsi al suo matrimonio, è impegnata a
organizzare il suo funerale.
Secondo fonti di
One Police Plaza, il cervello del designer licenziato dall’azienda Hazan Import
un anno fa, avrebbe raggiunto il punto di ebollizione quando gli era stato
notificato un avviso di sfratto esecutivo dal piccolo appartamento in cui
viveva nella Upper East Side.
Gli investigatori
hanno messo assieme il profilo dell’uomo armato che s’era messo in agguato
dietro un camion a 33rd Street, in attesa di vedere arrivare Steven Ercolino,
con il quale esisteva un’antica vicendevole ruggine.
La polizia ha
accertato che Johnson nella sua mente aveva incolpato Ercolino di tutti i suoi
guai e della sua caduta in disgrazia, di averlo insomma condotto sul lastrico.
Quando poi si era
aggiunta la minaccia dello sfratto da parte del padrone di casa, a Johnson sono
saltati i nervi, ha preso la calibro .45 e si è recato Midtown ad aspettare
Ercolino che alle 9 si recava al lavoro al 10 West 33rd Street.
Gli ha teso l’agguato
e gli ha sparato un colpo dritto al capo ed un secondo sul corpo,
incamminandosi tranquillamente poi verso Fifth Avenue, come se nulla fosse
accaduto, prima di essere ucciso dagli agenti di polizia.
Johnson aveva
lavorato sei anni alla Hazan dove sostengono che era stato licenziato
semplicemente per colpa della crisi del business.
Invece il
designer continuava a maturare la sua rabbia incolpando Ercolino di non promuovere
a sufficienza la sua produzione.
Ancora prima del “laid
off”, tra Johnson ed Ercolino non correva buon sangue e gli investigatori osservando
le rispettive relazioni sociali, hanno scoperto che una volta i due s’erano
addirittura presi per la gola in ascensore, una vicenda finita con due azioni
legali.
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| Il capo della polizia Raymond Kelly |
È stato il
commissioner Kelly a riferire alla stampa che Johnson aveva denunciato Ercolino,
asserendo di avere avuto un confronto fisico con lui nell’atrio dell’edificio
al 10 W. 33rd Street, a cui era seguita una controdenuncia in cui Ercolino
dichiarava di avere ricevuto minacce anche di morte da parte di Johnson.
Per lui
ultimamente ossessionato dalla vendetta era divenuto impossibile pagare l’affitto
dell’appartamento a East 82nd Street dove abitava da alcuni anni e che - secondo fonti di polizia -
manteneva in candide condizioni.
Ex marinaio della
Coast Guard durante gli anni Settanta, Johnson era solito recarsi ad osservare
i movimenti degli uccelli che popolano Central Park, con metodicità settimanale,
hanno precisato gli investigatori.
E come si desume anche
dalla sua presentazione su Facebook che Johnson aveva aggiornato solo due
giorni prima di uccidere l’acerrimo nemico.
Tre delle nove
vittime raggiunte da proiettili (o frammenti) sparati da due agenti di polizia
restano ricoverate in ospdeale per ferite alle gambe in condizioni stazionarie,
secondo quanto riferito da Kelly.
Ora chi frequenta
e lavora la zona intorno all’Empire si avvicina quasi con sospetto sul
marciapiedi di fronte allo storico edificio e alcuni confidano di sobbalzare al
primo rumore più forte del solito.
Insomma, un
ritorno alla normalità per i newyorkesi con il cuore il gola.
I turisti che giungono
all’Empire a fiumane, trasportate dai bus scoperti dei tour, scendono per
portarsi a casa il ricordo della scena del delitto vera, non di un episodio di
Csi, ma reale in pienocentro.
Ed è tutto un
domandare in tutte le lingue del mondo agli agenti di guardia fuori dell’Empire:
è successo proprio qui in questo punto? E giù a scattare foto.
La famiglia di Ercolino
si è riunita a Warwick nell’Upstate New York dove si prepara al funerale di
Steven che, invece avrebbe sposato la sua compagna di lunga data, con la quale
condivideva un appartamento nel New Jersey, Ivette Rivera che adesso non riesce
a darsi pace.
Foto: AP/America OGGI